Archivi giornalieri: 11 gennaio 2013

La famiglia presso i romani-1A

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La famiglia presso i romani    -1 A-

La famiglia era alla base della civiltà romana perchè tutto si compiva all’interno di essa:le nascite, l’istruzione dei figli,le cerimonie religiose, le attività economiche.
La vita della familia aveva inizio con il matrimonio. I due sposi, assistiti da una matrona, si recavano con le destre congiunte all’altare domestico, che sorgeva nell’atrio della casa;là si compiva il rito nuziale con l’offerta di una focaccia di farro, già consumata in parte dagli sposi; seguiva il banchetto vero e proprio e, a sera, un corteo di amici e parenti, aperto da fanciulli recanti fiaccole accese, accompagnava la sposa a casa dello sposo, che la sollevava di peso tra le braccia e la portava oltre la soglia dell’abitazione, affinchè la donna non inciampasse nel gradino, poichè i romani ritenevano che ciò fosse segno di cattivo augurio.

famiglia romana

Il pater familias svolgeva il ruolo predominante. In origine la sua autorità era indiscussa, aveva tutti i poteri, sui beni e sulle persone, sulla moglie, i figli, gli schiavi; era la guida nelle cerimonie religiose e compiva i sacrifici .Egli poteva uccidere la moglie in caso di tradimento ma poteva avere relazioni con altre donne.Nel corso dei secoli la sua autorità sulla moglie si ridusse .Quando nasceva un figlio , il padre aveva il diritto di riconoscerlo o meno: nel primo caso lo sollevava tra le braccia, altrimenti comandava di esporlo al’aperto dove veniva lasciato morire se non era accolto e allevato da altri. L’importanza del sesso maschile era sottolineata dall’imposizione del nome al bambino. Se era un maschio gli venivano attribuiti tre nomi: il prenome(come il nostro nome di battesimo),il nomen (che indicava la gens cioè il complesso di famiglie di appartenenza) e il cognomen(come il nostro cognome);le bambine avevano solo il nome della gens a cui appartenevano.Il padre si occupava dell’educazione dei figli che gli erano del tutto sottomessi: essi non possedevano nulla, avevano bisogno del suo consenso per accettare delle donazioni e potevano persino essere venduti qualora il padre lo ritenesse necessario.
Accanto al pater familias c’era la mater familias cioè la donna che dava al marito dei figli legittimi; quando diventava madre veniva chiamata domina. I suoi compiti erano quelli di confezionare gli abiti tessendo e filando e provvedere alla prima educazione dei figli. Le donne di elevata condizione sociale, dette matronae, erano molto rispettate. Esse godevano della compagnia delle ancelle e sorvegliavano gli schiavi a cui erano affidati i lavori faticosi; prendevano parte col marito alla vita sociale e lo accompagnavano ai banchetti e agli spettacoli.Le rimanenti attività della vita famigliare erano condotte dagli schiavi che erano considerati veri e propri animali da fatica e se ne distinguevano di due tipi. C’erano quelli che facevano parte della familia urbana (di grandi agglomerati abitativi),adibiti ai lavori domestici, all’accompagnamento e al trasporto in lettiga del padrone, all’illuminazione della strada quando questi si muoveva al buio ,di notte; quelli di campagna completavano la familia rustica ed erano addetti al duro e faticoso lavoro dei campi o all’allevamento del bestiame. Sia gli che gli altri potevano essere puniti severamente, anche con la tortura, o addirittura uccisi.
Poiché l’istituzione della famiglia era molto importante, altrettanto ne avevano le dimore. Originariamente i romani abitavano in semplici capanne di legno, costituite da un solo ambiente, nel quale la luce entrava dalla porta o da un’apertura praticata nel tetto.In seguito le case subirono un’evoluzione notevole e se ne ebbero di diversi tipi:povere catapecchie di legno riservate ai più poveri, semplici case per la media società, lussuosi palazzi per i ricchi generalmente a un piano solo e circondati da giardini.
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